Riceviamo dai territori – “AIEL porta a risultato la revisione ISO sulla legna da ardere”
Importante aggiornamento per il settore della legna da ardere e dei biocombustibili legnosi: la nuova edizione della norma internazionale ISO 17225-5, pubblicata nell’aprile 2026, abbassa ufficialmente dal 10% all’8% il limite minimo di umidità previsto per la classificazione della legna da ardere di qualità.
La revisione della norma tecnica ISO 17225-5:2026 – Biocombustibili solidi – Specifiche e classi dei combustibili. Parte 5: Legna da ardere classificata recepisce la proposta avanzata da AIEL – Associazione Italiana Energie Agroforestali nell’ambito dei lavori della commissione tecnica internazionale ISO/TC 238, dedicata ai biocombustibili solidi.
L’aggiornamento nasce dall’esigenza di adeguare il parametro tecnico alle reali condizioni produttive e commerciali del settore. Negli ultimi anni, infatti, livelli di umidità inferiori al 10% si sono dimostrati sempre più frequenti in diversi contesti operativi.
È il caso dell’essiccazione naturale in aree calde e ventilate, tipiche di molte zone del Centro-Sud Italia, dove il legno può raggiungere naturalmente valori inferiori alla precedente soglia minima. Allo stesso modo, contenuti idrici più bassi risultano vantaggiosi nella distribuzione attraverso la grande distribuzione organizzata, contribuendo a preservare gli imballaggi in cartone e a migliorare logistica e qualità del prodotto. Benefici analoghi emergono anche nei trasporti marittimi di lunga durata, dove una legna più secca riduce il rischio di muffe durante la movimentazione.
Con il nuovo limite fissato all’8%, la norma ISO si allinea quindi in modo più coerente alla realtà del mercato, evitando di penalizzare le aziende che investono nella qualità del combustibile legnoso.
L’aggiornamento rappresenta un passaggio importante anche sotto il profilo della trasparenza commerciale e delle certificazioni di qualità, come BiomassPlus®, consentendo una classificazione più corretta della legna da ardere ad alte prestazioni qualitative.
La modifica favorisce inoltre una comunicazione più chiara e uniforme lungo tutta la filiera, dai produttori ai distributori fino ai consumatori finali.
«Questo risultato dimostra quanto sia importante portare nei tavoli internazionali di normazione l’esperienza concreta delle imprese e dei sistemi di certificazione», commenta Matteo Favero, responsabile Area biocombustibili e certificazioni di AIEL. «La soglia minima del 10% non rispecchiava la realtà produttiva di una parte crescente del mercato. Con questa modifica la norma diventa più coerente, tecnicamente più robusta e capace di valorizzare chi investe realmente nella qualità del combustibile legnoso».
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