Quando le buone foreste sembrano in cattivo stato
Due settimane fa, sulla newsletter dell’Accademia dei Georgofili, il prof. Piermaria Corona, Università della Tuscia, pubblicava un breve articolo dal titolo” Stato di conservazione delle foreste europee e italiane tra realtà ecologica e valutazione formale” (https://www.georgofili.info/contenuti/stato-di-conservazione-delle-foreste-europee-e-italiane-tra-realta-ecologica-e-v/32424). Si tratta di un importante commento relativo alle affermazioni, ripetute spesso da rappresentanti di una parte del mondo scientifico, relativamente al fatto che solo una quota molto ridotta, inferiore al 10%, degli habitat forestali europei, e quindi italiani, si troverebbe in uno stato di conservazione buono. Tali affermazioni si stanno rivelando ora basate su dati elaborati con metodologie che presentano rilevanti criticità. I più recenti dati disponibili, sostiene il professor Corona, sono riferiti al periodo 2013- 2018 e riportati nel rapporto “State of Nature in the.EU” pubblicati dalla Commissione europea nel 2020 e dall’Agenzia europea per l’ambiente, sempre nel 2020. Si tratta di dati che vengono utilizzati nei processi decisionali a livello unionale, prosegue professor Corona. Ma secondo un recente rilevante contributo (Mauser ed alt. 2026) che alleghiamo integralmente, accompagnato da una traduzione informale (si ringrazia il dott. Dario Gamnnossi) il risultato pare derivare da “expert rules” che producono, nei risultati aggregati, effetti distorsivi. Il risultato è che molte foreste vengono giudicate in condizioni negative anche quando dimostrano un ‘ampia gamma di condizioni ecologicamente buone. L’affidabilità degli approcci di valutazione è quindi messa in seria discussione. Conseguentemente, lo sono le politiche elaborate sulla base di assunti falsati. L’articolo di Mauser propone possibili adeguamenti metodologici finalizzati a un miglioramento delle valutazioni. Non possiamo che essere d’accordo sulle osservazioni finali del professor Corona quando auspica che per promuovere azioni di conservazione degli habitat forestali ci si deve basare su evidenze reali, oltre che significative e ragionevoli. La discussione assume particolare rilevanza e urgenza nell’attuale delicata fase di redazione del piano nazionale italiano di ripristino della natura previsto da una Nature restoration law. Concentrare gli interventi nazionali, per altro non assistiti da finanziamenti dedicati, nelle aree di effettivo degrado, è un obiettivo assolutamente indispensabile per il piano nazionale di ripristino in corso di redazione. La raccolta di dati forestali e delle filiere forestali credibili e la loro corretta interpretazione è tema altrettanto fondamentale, cui certamente il Cluster porrà la massima attenzione nel proseguo delle sue attività.
Si allegano l’articolo scientifico integrale di Mauser et al. (2026), in lingua inglese, e la relativa traduzione informale in italiano a cura del dott. Dario Gamannossi.
- EFI contro dati NRL ITA
- Mauser et alt traduzione informale